lunedì 30 marzo 2009

uno/wahid, due/'itnan, tre/talata...



Al HamduLillahi.

Ed eccomi alle prese con i primi approcci di quella che posso definire una sorta di homeschooling. Certo, è ancora piccolo perchè gli si possano insegnare dei veri e propri concetti...e inoltre non sono il genere di madre che decide di sovraccaricare i propri figli di nozioni - così da formare dei piccoli geni.

Non mi sono mai interessata dell'età dei primi passi o dei primi pasti solidi o dei primi accenni di comunicazione verbale...ogni creatura ha i suoi tempi che non vanno affrettati in nessuna maniera. Piuttosto rispettati. Sempre e comunque con occhio vigile su possibili ritardi eccessivi, ma senza apprensione ingiustificata.

Ed ecco mi ritrovo ad armeggiare con fogli, colori, colla...come se fossi io, la bambina. E non nascondo di divertirmi anche...

Due lingue, arabo ed italiano. Due idiomi differenti. Due diversi mondi linguistici, piuttosto distanti l'uno dall'altro. Cominciamo con i numeri, associati ai colori. Mi è parsa una maniera facile e divertente per tenere a memoria i numeri (in entrambe le lingue) e i colori (al momento prevalentemente in italiano). Ho voglia di fare, ho voglia di coinvolgere...sentendomi io stessa coinvolta.

Ho tante idee, ho tanti pensieri su come rendere questi momenti utili e fruttuosi dal punto di vista cognitivo. Insha Allah. E devo ringraziare virtualmente gli ottimi spunti avuti attraverso un blog che non si limita a portare la testimonianza dell'esperienza dell'homeschooling, ma che analizza nel profondo i suoi aspetti.

Tornando ai numeri (da uno a cinque o da wahid a khamsa)...ho pensato che un modo per far sì che il bambino avesse in mente in maniera continuativa e costante i numeri, fosse quello di lasciarli alla sua portata (di vista). Ovvero: cinque schede su cui ho incollato i numeri scritti in alfabeto latino (o romano, che dir si voglia), con tanti cartellini colorati quanto il numero in questione. La foto è senza dubbio più esplicativa e chiara di quanto non lo sia io.

Una volta realizzate queste schede, le ho attaccate sull'armadio della camera da letto...ed effettivamente il bambino, ogni qualvolta si soffermi a guardare, mi ripete i numeri - o comunque richiede la mia partecipazione e il mio aiuto.

Ok, ci siamo...un passo alla volta. Anzi...uno/wahid, due/'itnan, tre/talata...

mercoledì 25 marzo 2009

Salam....scusa, su che 'Aqidah/Manhaj sei?!

Ricordo appena tornata all'Islam...frequentavo tutti i giorni la Moschea, per prendere confidenza con la preghiera e per fortificare quel sentimento di fede appena nato.

Mi recavo sempre con una sorella italiana, da poco tornata all'Islam dopo essersi sposata un ragazzo marocchino; ogni donna che entrava e sentiva che ero italiana si avvicinava e mi baciava e abbracciava...spendendosi in mille "Subhana Allah" e in altrettanti "Allahu Akbar".

Poi, ancor prima di voler conoscere il mio nome, mi domandava "Ah....allora sei sposata? Di dov'è tuo marito?" ....ehm, no sorella...anello al dito non ne ho, sono single...sì, insomma, non sono sposata. Ecco il barlume accendersi ancor più nei suoi occhi...e vai con la trafila di parenti/amici/conoscenti da piazzare con una musulmana, addirittura italiana!! Eh, sì...le proposte di matrimonio. Ed esordivano tutte, astaghfiruAllah che tristezza, con "...lavora, guadagna bene..." o "...non ti preoccupare, ha una sua attività..." o "...è in Italia da tanti anni, non ha problemi di lavoro..." No, dico...ma chi se ne frega! Dimmi piuttosto che è un buon Musulmano, che può aiutarmi nel mio percorso, che desidera una donna da "educare" accanto a sè, che prega e conosce bene il Qur'an, che...
No. Si partiva dalla dichiarazione dei redditi.

Questa era la premessa. Adesso ne faccio un'altra.

Se domani dovessi scegliere un marito, gli rivolgerei il salam e poi gli domanderei "Fratello...su che 'Aqidah/Manhaj sei?" e cercherei di capire se parla soltanto con la lingua o se veramente agisce su ciò in cui crede. Il resto sarebbe secondario, o comunque successivo in quanto ad importanza. Età, aspetto esteriore, posizione sociale, figli, altre mogli...tutto finirebbe in fondo alla lista delle mie priorità.

Allora penso ad una sorella che conosco, giovane e alla quale mancano un paio di anni per finire gli studi. Ha nei suoi pensieri il matrimonio. Bene...benissimo. Al Hamdu-Lillah.
Sta pensando di accettare la proposta di un ragazzo presentato dalla sua stessa famiglia e che naturalmente loro sarebbero felici di vedere al suo fianco. Così, lei adesso si sente "spinta" verso tale scelta. Vuoi perchè i suoi genitori ne sarebbero felici, vuoi perchè sente una certa pressione...e vuoi perchè a poco a poco si sta convincendo di doversi mettere fretta. La voglia di indipendenza, la voglia di prendere le proprie decisioni, la voglia di allontanarsi dalla famiglia per crearne una propria. Fatto sta che questo fratello si discosta da quella che pare essere la sua metodologia nel Din.

Il mio consiglio: ukhti, prega salat al-istikhara e insha Allah avrai la tua risposta. Ukhti, pensa seriamente se sia un bene avere un ragazzo al tuo fianco che ritiene esagerato considerare Mawlid an-Nabi una bid'ah. Che ritiene il niqab un estremismo religioso. Che ritiene l'Occidentalizzazione dell'Islam, un percorso naturale. Pensa, ukhti, se devi sottoporti ad un tale jihad. O se sia meglio prendere tempo, se sia meglio scegliere secondo tua coscienza ed intenzione. Scegliere un marito che ti porti benefici all'Iman, che accresca la tua voglia di 'Ilm. Non che ti faccia tornare indietro. Non che metta a rischio il tuo Islam.

Lascia stare la tua famiglia...sarai tu a vivere con questo fratello, a condividere con lui la tua Dunya. Lascia stare la fretta...che è di Shaytan e consiglia male. Ricorda che Allah ma'a sabirin.
Ricorda....che il ricordo giova.
Lo sai...perchè io so che vuol dire. E lo hai visto. Io invece l'ho vissuto. Allora lo sai...prendi tempo, ukhti. Che Allah ama la pazienza e ricompensa i pazienti.

E chiedi, prima di conoscere il suo nome, su che 'Aqidah/Manhaj è.

sabato 14 marzo 2009

al-Hamdu Lillah


Una di quelle parole che si ripetono continuamente...in quel Al-Qadr buono e in quel Al-Qadr meno buono, quello che ci sottopone a prove spesso troppo dure e difficili da superare. Una di quelle parole che i tuoi bambini imparano in fretta, perchè sentono ripetere da mattina a sera. Una di quelle parole che viene spontaneo pronunciare e che a volte, nonostante la si conosca ormai da anni, ti fa persino un pò commuovere.
Un significato importante, profondo, intriso di amore.





...una parola che dobbiamo conoscere e capire. E ripetere in qualsiasi circostanza, anche -soprattutto- in quelle che ci appaiono come avversità, ma che altro non sono che prove che Allah ta'Ala ci spinge ad affrontare. Con fede e devozione, obbedienza e sottomissione. Al Hamdu Lillah.


Poi arriva un giorno -come questo- in cui una piccola notiziola, ti rende felice. E non riesci a smettere di pronunciare questa parola. Non riesci a capacitarti della Grandezza e della Misericordia di Colui che dà e toglie, come Egli vuole.


Eppure no, non ho risolto le questioni economiche. Neppure quelle di salute. E nemmeno quelle familiari. Ma ho gioito lo stesso, perchè mi sono sentita concedere tanto. Era una cosa che desideravo fi sabiliLlah per il futuro dei miei figli, qualcosa per cui mi pareva non vi fosse soluzione -o perlomeno...una soluzione poteva esserci, la migliore, ma non realizzabile al momento-.


E così dico al-Hamdu Lillah ancora una volta, perchè penso che non basti l'intera dunya per essere abbastanza riconoscenti a Lui. Ancora, al-Hamdu Lillah. Mi convinco che no, non esiste l'obbligo della gratitudine ad Allah...perchè è un qualcosa che nasce spontaneo, che parte da quel cuore di credente consapevole. Che riesce a lodare Allah in qualsiasi circostanza. Sempre e comunque. Quando è in salute e quando è malato, quando possiede in abbondanza e quando si trova in povertà. Quando si sente felice e quando è abbattuto e triste.


Così faccio...dico al-Hamdu Lillah. Lo dicevo ieri -nella la mia tristezza e nel mio malessere- e lo dico oggi -nella mia grande gioia-.

martedì 10 marzo 2009

tu, l'unica...

Non amo il mio passato. Non amo pensarci, non amo ricordarlo, non amo...forse è questo il punto.

Sono stati gli anni più difficili, i più duri. Avevo lei. Era una simbiosi, la nostra...ma non quella adolescenziale, immatura, acerba. Non quella tipica della nostra età.

Lei...più piccola -e già questo è bizzarro, io eternamente attratta dalla maturità dettata dagli anni-. Più alta. Più bambina. Più timorosa. Timida...sì, timida.

Io...sicura -o apparentemente tale-. Sfacciata. Esagerata. Sopra le righe. Tanto debole, quanto la voglia di mostrarmi forte.

L'unica. Amica...sorella...compagna. Lei avrebbe (ha) fatto di tutto per me. Un grande amore: incondizionato, tangibile...troppo vero per risultare reale.
Insieme abbiamo vissuto tanto, tutto...o semplicemente, abbiamo vissuto. Non è poco.

...e rimpiango quel rapporto, forse quei momenti. Quell'essere complici, spesso incosapevoli - della nostra distruzione. Lei si è affacciata altrove. Io no, e neppure l'avrei trascinata nel mio triste baratro. L'ho lasciata andare...come da bambina prendevo una farfalla tra le mani, le chiudevo e infine le riaprivo per lasciarla libera. Di quella libertà che le era dovuta. Che era sua, che le apparteneva.

Ed è stato giusto così. L'ho portata dentro di me, le ho dato una vita diversa da poter odiare e poi l'ho lasciata fuggire. E mi ha fatto male. L'avrei voluta accanto. Avrei voluto mi amasse ancora. Avrei voluto amarla ancora.

Lei, la mia amica. La mia sorella. La mia voglia di gridare. Il mio stimolo alla vita. Il mio inno alla gioia. Il mio silenzio più colorato. Lei, l'unica.

Non ci sarà ancora. C'era, c'è stata...non esiste. Forse era un'illusione. L'amicizia non torna. Non esiste sorellanza. Non esiste amore.

Amo Allah. Mi basta Lui, adesso. Mi basterà Lui, sempre. Hasbiya Allah.

La tristezza di una vita futile, da vivere con una maschera. La tristezza di non esprimersi, la tristezza di reprimersi. La tristezza. C'eri, ti ho vissuta. Ti ho amata. Ma nessuno tonerà al posto tuo.

L'ho conosciuta grazie a te. Poi non l'ho più vista. L'amicizia, quale falso sentimento...apparenza. Folle, follia.

Amo Allah. E mi basta Lui. Hasbiya Allah.

lunedì 9 marzo 2009

The Apple Crumble


Il nome chiarisce tutto...o no?! Apple, mela...to crumble, sbriciolare...ed ecco un dolce tipico anglosassone, semplice e veloce! E pure gustoso! Ah, dimenticavo...economico!!!

Chi non ha, tra frigo e dispensa, un pò di farina e di zucchero e di burro e qualche mela?! E magari un pochino di cannella?! Ok...allora potete cominciare!

Imburrando una teglia e poggiando le fettine di mela tagliate, per poi cospargerle di zucchero (rigorosamente di canna) e cannella. E poi?! La farina, il burro freddo e lo zucchero li impastiamo velocemente con la punta delle dita (come si fa con la pasta frolla) e otteniamo tante briciole...da porre sopra le mele. Ancora una mano di zucchero e cannella e via...in forno!

Una volta pronto, si mangia tiepido...mmmh...croccante sopra e morbido dentro! Naturalmente si possono usare altri tipi di frutta, io fino ad ora mi sono cimentata soltanto con le mele...ottimo con fragole e altri frutti di bosco, o con pere e cioccolato!!!

BismiLlah...buona merenda!!!

[...]certamente, tra la cucina e la fotografia, è bene che continui a dilettarmi come cuoca[...]