giovedì 27 agosto 2009

gli errori, di cui pentirsi


كل ابن ادم خطاء وخير الخطائين التوابون

Ogni figlio di Adamo commette molti errori; e i migliori di quelli che commettono errori, sono coloro che si pentono

[At-Tirmidhi, Ibn Majah, Al-Hakim che disse: "La sua catena è autentica". Imam Al-Albani ha detto che è hasan in "Sahih Targhib wa Tarhib"]

...per ricordarmi che gli errori si commettono. Che nessuno ne è esente. Ma che è così forte il pentimento e la richiesta di perdono. E lo sforzo -quel jihad contro se stessi e la propria anima e il Shaytan- di non commetterlo nuovamente. Nè quello...nè altri. In sha' Allah.


giovedì 20 agosto 2009

sta arrivando, sono pronta

Mi piace, mi è sempre piaciuta quell'ansia che precede il primo giorno di Ramadan. Quell'essere in attesa, quella speranza e quel desiderio che tutto abbia inizio. I giri di telefonate, i messaggi, le mail che si susseguono...uno sguardo ai canali arabi, chissà se già lo sanno.

E poi comincia...un mese talmente benedetto, che non si può descrivere. Il sawm, e poi i datteri con cui spezzarlo. Il precedere dell'alba, tutto così silente e buio, ecco il momento di suhur. E poi la sera, quelle tarawih che ti colpiscono il cuore e la fede. Che nel nome di Allah preghi e piangi, chiedi e speri, credi e temi. E le lunghe letture del Qur'an, come se non volessi mai smettere di leggere le Sue parole.

E un altro mese di Ramadan, insha Allah, sta per avere inizio. Da sola, ancora. Da sola, di nuovo. Ma va bene così, anche se quella tavola è vuota. Anche se riempirò una sola scodella di zuppa. Anche se non dirò a nessuno bi saha. Anche se non avrò nessuno con cui pregare. Anche se...anche se ormai sono abituata, non riesco a non pensarci.

Un dattero, due e poi tre. Qualche pensiero al primo Ramadan, quando il matrimonio e i figli erano solo sogni ad occhi aperti. L'iftar dal marocchino -quello basso, coi baffetti- la solita harira, un piatto di verdure e guai se manca har. Una risata con la sorella, un ripasso delle cose imparate in giornata, l'emozione di quelle tarawih. Qualcuno con cui condividere.

E adesso, sola. Perchè tutto è stato effimero, nemmeno il tempo di un Ramadan. Le pagine devono essere voltate, nuove gioie devono essere scritte. In sha Allah, se Allah vuole. Io ci sono, sola - ma ci sono. E sono pronta.

sabato 15 agosto 2009

perchè il fulcro di tutto, alla fine, siamo noi

Non mi occupo mai, nei miei blog, delle notizie di cronaca - più o meno felici - che riguardano l'Islam, i Musulmani o la prossima Moschea su cui la Lega si fionderà con cori razzisti a dire di no.
Il motivo? Penso che ognuno abbia accesso alle notizie quotidiane, senza che arrivi tale Mujahida a polemizzare con fare competente. Quello che leggo e quello che penso, lo tengo per me.
Questa volta - e non chiedetemi perchè - decido di fare diversamente.


MANTOVA - Obbligatorio bere, anche durante il Ramadan. Per chi si rifiuta c'è il licenziamento. Il comitato per la sicurezza in agricoltura di Mantova, di cui fanno parte le associazioni dei datori di lavoro ma anche i sindacati, ha stabilito che chi lavora nei campi, anche se è musulmano, sarà obbligato a bere, anche durante il Ramadan che inizierà il prossimo 20 agosto. Pena il licenziamento. E nel Mantovano, dove le imprese agricole utilizzano abbondantemente manodopera immigrata per raccogliere pomodori, angurie e altri prodotti della terra, scoppia il caso. A riportarlo è "La Gazzetta di Mantova".

Del Comitato fanno parte Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil. La decisione del Comitato è basata sul decreto legislativo numero 81 del 9 aprile 2008, secondo il quale coloro che lavorano "in giorni ed orari particolarmente caldi e umidi sono obbligati ad assumere acqua, pena la sospensione temporanea dell'attività lavorativa (...) oppure pena l'interruzione del rapporto in caso di recidiva secondo le norme contrattuali vigenti". Lavorando nei campi senza bere d'estate si rischia la disidratazione e il colpo di calore, con conseguenze potenzialmente fatali.

Contrario, riporta il quotidiano mantovano, il rappresentante della comunità islamica virgiliana, Ben Mansour: "Condivido l'impostazione ma non l'obbligatorietà - dichiara - se durante il Ramadan un lavoratore musulmano non si sente bene, per prima cosa deve sospendere l'attività e, se capisce che il malessere non è passeggero, può senz'altro bere, perchè quella è una sua decisione. Il digiuno non può avere deroghe che non siano legate a gravi problemi fisici. Se qualcuno venisse licenziato per questo motivo - conclude - come comunità scenderemo in campo per sostenerlo".

Da la Repubblica.it

Non commento, no...non dico nulla. Consentitemi, però, ancora una volta - di vergognarmi di essere italiana.

mercoledì 12 agosto 2009

le girandole


Una girandola, uno di quei giochi che adesso ti vendono in plastica - per due euro - al supermercato. Realizziamola in casa, si divertono i bambini ed è davvero semplice ed economico.

Un pezzo di carta o cartone (io ho usato quest'ultimo), deve essere quadrato (se non lo è, ci aggiustiamo con un righello e le forbici...io, madre sconsiderata, non lo avevo ed ho usato un metro). Mi raccomando le misure: nella prima girandola (quella rossa) non ho badato a questo particolare, ed è venuta davvero grande...sproporzionata alla grandezza della matita!! Consiglio di mantenersi sui 14 o 15 cm.

Ok, adesso si tracciano delle diagonali con una matita. Dopodichè, si tagliano...non fino in fondo!!

Poi si attaccano le punte indirizzandole verso il centro, io ho usato la colla attack - per sicurezza....va bene la vinavil o del nastro adesivo.

Infine, si pone al centro una puntina e la si affonda in una matita...et voilà!! La girandola è fatta!!

Credetemi, sto impiegando più tempo a scrivere che non quando l'ho realizzata. Come vedete nelle ultime foto, i bambini hanno fatto ciò che volevano con le girandole...il grande ha iniziato a scrivere con la matita, la piccola ha voluto che smontassi il tutto per mettersi a colorare il fiore.












martedì 11 agosto 2009

dalla speranza...al ritorno - I hope...I travel...


Giornate calme, come non accadeva da tempo. Giornate scandite da brevi passeggiate, dalle more raccolte e poi mangiate e quelle manine golose sporcate. Giornate di guai, subito perdonati, dimenticati. Giornate di docce fredde in giardino, che è divertente bagnarsi con la pompa dell'acqua. Giornate di pensieri sereni, di letture e traduzioni, di riflessioni un pò lontane, di cibo semplice e genuino. Di un caffè sorseggiato, io che di caffè non ne bevo quasi mai. Giornate trascorse così, tra di noi e con noi. Lontani da tutto...soli nel nostro stare in compagnia.



























lunedì 3 agosto 2009

I hope....I travel...

Un viaggio. In realtà di quei viaggi da cui non vorresti fare ritorno e i perchè non li sai bene neppure tu. Chiudersi altrove, trovarsi lontani.

Un viaggio, per respirare. Perchè a volte ti senti mancare e vorresti un pò d'aria. Magari è peggio, ti logori con pensieri diversi e torna a mancarti il respiro. Ma tu vai...vedremo, ti dici.

Viaggiare ma rimanere vicini. Sei sempre lì. Sei sempre tu. Ciò che ti circonda non muta. Però viaggi, e speri in qualcosa.

E la speranza che si trasforma in altra speranza. E un susseguirsi di forse, di magari, di chissà...senza tema. Monocromatico pensiero di speranza.

Ma io viaggio...e lascio aperto il mio diario. Aperta la mia rivincita. Immobile non riesco a stare, tutto qui. Allora vado, saluto i pochi e rincorro speranze. Volendo, a tutti i costi, arrivare prima.